Tfr al fondo pensione complementare: Perchè conviene?

Tfr al fondo pensione complementare: Perchè conviene?

Il punto di partenza è la decisione sul TFR: lasciarlo in azienda o destinarlo a un fondo pensione? Questa scelta non influisce solo sulla pensione futura, ma ha un impatto immediato sulle vostre finanze. Il fondo pensione nasce per colmare il divario tra l’ultimo stipendio e la pensione pubblica, ma i suoi benefici vanno ben oltre.

Il vantaggio più tangibile è la deducibilità fiscale. Ogni anno potete dedurre dal reddito i contributi versati fino a 5.164,57 euro, riducendo direttamente l’IRPEF da pagare. Per un contribuente con aliquota al 35%, versare 5.000 euro significa riceverne circa 1.750 sotto forma di risparmio fiscale: in pratica, lo Stato finanzia una parte del vostro risparmio. A questo si aggiunge, per molti dipendenti, il contributo del datore di lavoro: un versamento extra previsto dai contratti collettivi che rappresenta una vera e propria integrazione della retribuzione.

Per i giovani e i loro genitori, il fondo è uno strumento imbattibile. Un genitore può dedurre i versamenti per il figlio (ottenendo un risparmio immediato fino al 43%) e il figlio, dopo 35 anni di iscrizione, beneficerà di una tassazione finale minima del 9%, contro il 15% standard o le aliquote ben più alte applicate al TFR in azienda. Anche i rendimenti finanziari sono tassati meno: 20% invece del 26% ordinario.

Molti temono che i fondi siano “vincolati”, ma la normativa garantisce grande flessibilità. È possibile richiedere anticipazioni fino al 75% del capitale in ogni momento per spese mediche gravi, o dopo otto anni per l’acquisto o la ristrutturazione della prima casa. Per qualsiasi altra esigenza, si può prelevare fino al 30%. Infine, il fondo offre una tutela legale del patrimonio e vantaggi successori unici: il capitale non rientra nell’asse ereditario e non sconta imposte di successione, permettendo un passaggio rapido ed efficiente agli eredi.

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